Alterazione organica: quando i “numeri” spiegano perché la dieta non funziona
- Francesca Brunello

- 10 apr
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 6 mag
Se stai cercando “dieta per dimagrire”, “perdere peso”, “metabolismo lento”, “peso forma” e hai già provato più strategie senza risultati stabili, c’è una domanda che vale più di mille piani:
che cosa sta succedendo nel corpo?
Nel Sistema Brunello questa è la prima tappa: Alterazione organica.
Significa partire da anamnesi e analisi del sangue per leggere i segnali misurabili (i “numeri”), capire quali meccanismi stanno influenzando peso, appetito, energia e infiammazione, e impostare una strategia nutrizionale che abbia senso per te.
L’obiettivo non è “fare esami per forza”, ma usare i dati giusti per costruire un percorso più efficace e sostenibile.
Che cos’è un’ “alterazione organica”
Nel contesto della nutrizione clinica, parliamo di alterazione organica quando emergono segnali misurabili che possono influenzare:
la gestione degli zuccheri (glicemia, HbA1c, insulina)
il profilo lipidico (colesterolo, trigliceridi)
la funzione epatica (fegato) e metabolica
la funzione endocrina (tiroide, ecc.)
lo stato infiammatorio
carenze o squilibri che impattano energia, fame, aderenza al piano
Le linee guida e i riferimenti clinici sulla valutazione del sovrappeso/obesità includono spesso glicemia, profilo lipidico, funzione epatica ed elementi di funzione endocrina, interpretati sempre nel contesto della persona.
Perché le analisi del sangue sono collegate a dimagrimento e alimentazione
Perché il dimagrimento non dipende solo dalle calorie. Dipende da come il corpo gestisce:
fame e sazietà
uso e accumulo dei grassi
energia e recupero
infiammazione di “basso grado”
qualità del sonno e risposta allo stress
E molti di questi aspetti lasciano tracce nei valori ematici o nei parametri clinici. Il punto non è “insegnare i numeri al paziente”, ma trasformarli in una cosa molto concreta:
✅ decisioni pratiche su alimentazione, ritmo dei pasti, qualità dei macronutrienti, priorità e follow-up.
Le 6 aree “organiche” che cambiano davvero la strategia
1) Zuccheri e insulino-resistenza: quando dimagrire è più difficile
Se glicemia, HbA1c (emoglobina glicata) o indici correlati mostrano uno squilibrio, spesso il corpo tende a:
avere più fame (o craving)
fare più fatica a usare i grassi come energia
oscillare molto tra “energia alta” e “crolli”
In questi casi, la dieta “standard” spesso fallisce perché non è centrata sulla regolazione glicemica e sulla risposta insulinica. Anche nelle valutazioni del rischio metabolico in persone con eccesso di peso, test come glicemia e HbA1c sono comunemente considerati rilevanti.
Che cosa cambia nel piano (in pratica):
qualità dei carboidrati e loro distribuzione
più fibra e proteine “ancora” ai pasti
scelte mirate su colazione e cena (non per moda, ma per risposta individuale)
follow-up più ravvicinato per evitare stalli
2) Profilo lipidico: colesterolo e trigliceridi non sono “solo cuore”
Il lipid panel (profilo lipidico) misura diversi grassi nel sangue (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi). Non serve solo per la prevenzione cardiovascolare: spesso racconta anche di:
qualità della dieta (zuccheri/ultraprocessati vs alimentazione mediterranea)
resistenza insulinica
equilibrio tra grassi “buoni” e scelte sbilanciate
Che cosa cambia nel piano:
riduzione intelligente di zuccheri e ultra-processati (non “zero carbo”)
grassi: più qualità (omega-3, EVO) e meno eccessi nascosti
lavoro su attività fisica sostenibile (ha impatto diretto sui trigliceridi)
3) Fegato e metabolismo: quando il corpo “accumula” e non scarica
Alterazioni degli enzimi epatici (transaminasi, GGT) o segnali indiretti possono associarsi a disfunzioni metaboliche e gestione dei grassi. Nelle valutazioni cliniche dell’obesità/overweight vengono spesso citate anche le funzioni epatiche tra gli approfondimenti utili.
Che cosa cambia nel piano:
riduzione di zuccheri/alcol/ultraprocessati (dove presenti)
timing e qualità dei pasti (non “digiuno per forza”)
progressione graduale: prima togliamo i “freni”, poi acceleriamo
4) Tiroide: quando stanchezza e aumento di peso hanno una chiave in più
Un ipotiroidismo può essere associato a sintomi come stanchezza e aumento di peso (tra gli altri). Importante: “colpa della tiroide” è una semplificazione. Ma se i sintomi ci sono e i valori lo suggeriscono, va considerata nel percorso clinico.
Che cosa cambia nel piano:
aspettative realistiche (niente promesse lampo)
lavoro su energia e costanza, non solo “taglio calorie”
strategia su sonno, ritmo, nutrienti chiave (sempre personalizzata)
5) Infiammazione: il motore silenzioso che frena energia e risultati
Marker come CRP/hs-CRP sono usati come indicatori di infiammazione sistemica e vengono discussi anche in relazione al rischio cardiovascolare. Nel percorso nutrizionale, non si tratta di “paura dell’infiammazione”, ma di capire se c’è un terreno che rende più difficile:
recupero
energia
gestione della fame
risposta allo stress
Che cosa cambia nel piano:
qualità alimentare (anti “picchi” e anti ultraprocessati)
focus su fibre, micronutrienti, sonno e movimento
progressione: prima stabilità, poi dimagrimento
6) Carenze e “freno invisibile”: ferro, B12, vitamina D (e non solo)
Anche quando il piano è perfetto, se il corpo è scarico (ferritina bassa, B12 bassa, ecc.) spesso succede una cosa semplice:manca energia per essere costanti.
Qui l’obiettivo è evitare il classico circolo:
“faccio bene 3 giorni → crollo 4 giorni → riparto lunedì”.
Come trasformo gli esami in un piano che funziona
Nel Sistema Brunello, i “numeri” servono a fare 4 cose:
Capire la priorità (cosa viene prima)
Ridurre lo stallo (togliere freni metabolici)
Costruire un piano sostenibile (che non ti abbandona dopo 10 giorni)
Misurare nel tempo (follow-up e adattamenti)
spesso non serve “più forza”, serve più metodo.
E se le analisi sono “a posto” ma il peso non scende?
Qui entra il secondo livello del metodo: Sindromi funzionali (intestino, asse ormonale, stress/ritmi, sintomi persistenti).Quando indicato, si possono integrare valutazioni specifiche come:
Breath Test al lattulosio
Breath Test al lattosio
Non come “pacchetti”, ma come strumenti mirati quando la storia clinica lo suggerisce.
Cosa portare alla prima consulenza (pratico)
analisi del sangue recenti (se disponibili)
eventuali referti importanti
elenco farmaci/integratori
sintomi principali (anche in elenco)
Non come “pacchetti”, ma come strumenti mirati quando la storia clinica lo suggerisce.
Cosa portare alla prima consulenza
analisi del sangue recenti (se disponibili)
eventuali referti importanti
elenco farmaci/integratori
sintomi principali (anche in elenco)
obiettivo reale (peso, energia, gonfiore, prevenzione, ecc.)
Si parte da te. E si torna al benessere, con ascolto e nutrizione.Prima mettiamo ordine nei numeri. Poi, se serve, andiamo più a fondo nelle cause che spesso restano invisibili.
Contattaci per un primo colloquio:
📧 Email: brunellofrancesca@bio-research.it
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